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Operazioni culturali

Le operazioni culturali riguardano le attività di un’azienda o di un ente volte a gestire il rapporto col territorio e a migliorare il territorio stesso. Comprendono quindi


Iniziative itituzionali

Le Iniziative istituzionali corrispondono all’attività anglosassone nota come “Public affairs”.

Costituiscono l’insieme delle attività che vengono intraprese da un’organizzazione presso le istituzioni pubbliche e private e presso i loro rappresentanti (politici, dirigenti, tecnici) allo scopo di tutelare i propri interessi e diritti, o coinvolgerle nei propri progetti.

Le principali caratteristiche delle attività di iniziativa istituzionale, sono le seguenti:

  • ottengono e gestiscono il contatto con l’istituzione e la persona competente al suo interno
  • si rivolgono non solo alle istituzioni pubbliche ma anche alle altre organizzazioni, di qualunque natura esse siano
  • sono accompagnate da campagne stampa atte a coinvolgere e tenere informato il territorio su cui agiscono

Purtroppo le attività di iniziativa istituzionale vengono spesso indicate con i termini “lobbismo” o “lobbing”, che in Italia hanno assunto una connotazione fortemente negativa. In realtà le attività di iniziativa istituzionale propriamente dette rispettano e adottano:

  • la legislazione penale e civile del Paese in cui vengono esercitate
  • la deontologia di chi le esercita
  • l’etica delle comunità con cui si trovano ad interagire

 

L’attività di iniziativa istituzionale può anche essere definita come la diplomazia delle aziende.

2007 – Osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale
Per conto di Gizip, Gruppo Imprenditori della Zona Industriale di Padova

2007 - Piano di recupero di Via Savonarola a Padova - NCTR Foglio 87, Mapp. 279, 280, 281, 282, 453 - Analisi circa l’idoneità dell’attuale perimetrazione e proposta di nuova perimetrazione
Per conto della società immobiliare Quattrostelle - Padova

2004 - La Riviera del Brenta in offerta 3 per 1: un solo territorio, tre aree omogenee: le ville, le scarpe, la mala
Per conto del Dipartimento di Geografia dell’Università degli Studi di Padova

2004 - Padova lungo i suoi corsi d’acqua: dal centro storico e urbano alle periferie integrate e abbandonate
Per conto del Dipartimento di Geografia dell’Università degli Studi di Padova

2003 – Prospettive di sviluppo della navigazione turistica nel Nordest: la Riviera del Brenta, il Mincio, i Laghi di Mantova, il Delta del Po
Per Conto di Delta tour Navigazione turistica, in vista della partecipazione al Secondo Meeting del Turismo nautico-fluviale italiano organizzato da Confesercenti – Ferrara

2000 - La fruizione della Conca idraulica delle Porte Contarine per fini turistici e didattici
Intervento all’incontro di studio promosso dal Comune di Padova “La navigabilità del Piovego e la circumnavigazione di Padova. Proposte, progetti, problemi.”

1999 – La destinazione d’uso a Museo di Scienza e Tecnica del Castello carrarese di Padova (Raccolta di ricerche)
Per conto del comitato per i Musei di Scienza e Tecnica di Padova

1998 - La definizione di globalizzazione da parte dell’ONU
Per conto della Console generale di Panama a Venezia e Decana del Corpo consolare di Venezia.

1997 – Consulenza sulla relazione di brevetto “Processo di conversione termochimica dei rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi, in prodotti chimici di base, e impianto per effettuare il processo”
Per conto di Montevenda s.r.l.

1997 - Il Piano Provinciale per l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti assimilati - Analisi e verifica dell’uniformità del Piano ai vincoli e alle direttive del PTP
Per conto del Presidente della Provincia di Padova

1996 - Il decreto legislativo 5 febbraio 1997 n° 22 sui rifiuti e gli strumenti di pianificazione territoriale della gestione dei rifiuti della Provincia di Padova: Studio dei siti, bacini di utenza, bonifica dei siti inquinati
Per conto del Presidente della Provincia di Padova

Iniziative editoriali

L’editoria aziendale è in evoluzione: il libro sta passando da gadget a strumento con cui l’azienda rende partecipe il proprio pubblico di particolari successi e iniziative.
Si stanno affermando pubblicazioni attente più al contenuto culturale che al pregio grafico, e a bassissima tiratura ma di estrema personalizzazione.
Esse vengono rivolte addirittura a singoli clienti, o comunque ad un pubblico ristretto, che viene omaggiato al termine di un rapporto d’affari o nel corso dello stesso, allo scopo di favorirne la migliore conclusione o semplicemente per il piacere della memoria.

ALCUNI ESEMPI

dimora-delle-museVilla Barison è una pregevole villa veneta cinquecentesca sorta su di un preesistente castello.
Essa corrisponde ad un preciso modello di villa veneta, caratterizzato dall’inglobamento nelle ville dei resti di precedenti castelli: un modello originariamente assai diffuso ma del quale sopravvivono solo rari esempi.
La Villa non nasce inoltre come casa di villeggiatura, sull’esempio delle diffusissime ville venete, ma come centro di cultura (“Dimora delle muse”) e abitazione dei proprietari.

(Foto realizzata prima dei restauri)

palazzo-marzariDi questo pregevole edificio novecentesco in stile neorinascimentale-manierista si conosce ora il nome dell’architetto che lo costruì, ovvero l’ingegnere padovano Augusto Berlese, uno dei più prestigiosi architetti padovani della prima metà del Novecento.
Si conosce inoltre la data precisa in cui venne eretto l’edificio, ovvero fra il 1927 e il 1928, e il nome del suo edificatore, il possidente cav. Giuseppe Marzari che ora ne dà il nome.

palazzo-vezzuPalazzo Vezzù, situato in Via Dante a Padova, è uno dei migliori esempi di palazzo quattrocentesco padovano.
Possiede infatti tutti gli elementi dello stile quattrocentesco veneziano: l’esafora ad archi acuti trilobati con decorazione ad oculi traforati, l’incorniciatura delle finestre, la particolare scansione delle aperture, la collocazione simmetrica delle finestre rispetto agli archi del portico.
Inoltre, è risultato essere impostato su di una precedente costruzione di carattere duecentesco di cui rimangono vistose tracce sotto l’intonacatura della facciata.
La monumentale esafora reca al centro il blasone della famiglia Sala, della quale il Palazzo pare essere stato la prima sede padovana.

michele-bano-palace“Ho concepito Michele Bano Palace collegando le sue forme e proporzioni agli stili e alla storia della nostra città, richiamando in esso il disegno della settecentesca Villa qui preesistente e di cui non rimaneva traccia, assimilando i suoi ornamenti all’attiguo Oratorio pertinenza di tale originaria Villa.
Inoltre ho pensato Michele Bano Palace come simbolo dell’abitare, quindi come luogo in cui è importante “stare bene” sia per chi lo vive quotidianamente, sia per chi lo frequenta come gradito ospite.
Infine, ho scelto di realizzare Michele Bano Palace in questo luogo perché credo nelle potenzialità di questo punto della città. Sarei felice se questa mia iniziativa diventasse di stimolo, per chi vive questo quartiere, a migliorarlo e a svilupparlo ulteriormente. Il sito su cui sorge Michele Bano Palace è ricco di storia e di memoria, e sono felice di farlo ritrovare alla città e al territorio di Borgo Magno in particolare.”

Michele Bano

palazzetto-neoclassicoLo stile dell’edificio è un’elaborazione neoclassica originale e raffinata in stile corinzio, e in diretto rapporto col palazzo delle Assicurazioni Generali situato sul lato opposto della piazzetta.
Con la piazzetta esso si trova inoltre in stretta relazione, in quanto il lato del Palazzetto che dà su di essa, lato deturpato da una recente ristrutturazione, risultava pregevole quanto l’omologo lato del palazzo delle Generali.

palazzetto-lombardescoIl Palazzetto risulta contraddistinto da un preciso stile quattro-cinquecentesco, lo stile Lombardesco, che prende il nome dall'architetto veneziano Pietro Lombardo, che lo inaugurò. È lo stesso stile della vicina Loggia della Gran Guardia.
Il Palazzetto rappresenta inoltre un raro e antico esempio padovano di porzione di casa abbinata.

Iniziative conviviali

Il momento conviviale non è più inteso solo nel senso tradizionale, ovvero eno-gastronomico del termine.
Sebbene questo aspetto resti fondamentale, esso viene sempre più integrato dalla visita di luoghi monumentali o ad alta valenza ambientale.
Questa nuova domanda di cultura è però associata ad una nuova richiesta: l’originalità. L’evento dev’essere rilassante, quindi privo di aspetti nozionistici, ed emozionante, quindi lasciare sensazioni, idee, opinioni.
Per soddisfare queste richieste è stata mia cura realizzare la serie di itinerari turistici e conviviali chiamata "Padova Originale", il cui motto è “Niente nomi, niente date, niente spiegazioni libresche… ma solo percezioni, emozioni, condivisioni”.

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